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per quanto possibile, efficace ai fini della produzio-  standard internazionali esistenti[10], condivisi a
            ne, rispettando requisiti tecnici e tempi di conse-  livello di normazione in materia di imballaggio e
            gna, ma lasciando a terzi − salvo rare eccezioni − il   trasporto;
            grosso  delle  responsabilità  concernenti  le  fasi  di   •  una pianificazione efficace di tempistiche e per-
            trasporto lungo la filiera che legava l’officina all’im-  corsi/rotte che interessi non soltanto le risorse
            pianto. Secondo questo approccio, le esigenze di   principali legate al progetto (per esempio, la
            chi si trovava a dover sollevare e stivare uno skid   singola turbina o modulo), ma anche le attrez-
            fuori sagoma su di un container già prenotato, ov-  zature di sollevamento, gli accessori e i ricambi
            vero a trasportare su gomma un’attrezzatura trop-  che ne permetteranno la gestione a magazzi-
            po ingombrante rispetto agli unici percorsi acces-  no[11], nonché l’effettiva messa in opera una
            sibili al cantiere, risultavano marginalizzate: di fatto,   volta in campo.
            l’unica preoccupazione del fornitore consisteva nel
            precisare una consegna di tipo EXW[7] in calce al
            contratto di vendita, per poi girare la richiesta a un
            vettore di fiducia, possibilmente conveniente sotto
            il profilo economico.
            Se per molto tempo, dunque, si è dato per assoda-
            to che questi due ambiti (progettazione e logistica)
            fossero essenzialmente distinti, con obiettivi e prio-
            rità talvolta inconciliabili, le nuove esigenze dell’ulti-
            mo quinquennio hanno fatto emergere, per contro,
            la  necessità  di  cambiare  ottica,  individuando  gli
            strumenti più efficaci per superare una separazione
            fittizia quanto controproducente.
            Adottare  questo  diverso  paradigma,  in  sostanza,
            implica che l’ingegneria vada a ricomprendere (e
            ottimizzare)  sistematicamente  anche  i  requisiti  le-
            gati alla gestione tradizionale dei flussi di materiali
            (per esempio, componenti e attrezzature) e di infor-
            mazioni (in termini di tracciabilità e localizzazione):
            questo, non soltanto nella fase di primo impianto,
            ma anche − e soprattutto − nelle successive fasi di
            manutenzione/revamping, ovvero di decommissio-
            namento (logistica di ritorno/smaltimento al termine
            della vita-utile della risorsa).

                 Oggi l’ingegneria deve andare        In modo del tutto analogo, l’esperienza diretta ci
                 a ricomprendere e ottimizzare        mostra l’importanza di poter disporre di un’infra-
                                                      struttura informativa in grado non soltanto di iden-
            “sistematicamente anche                   tificare, localizzare e tracciare in tempo reale le ri-
                 i requisiti legati alla gestione     sorse in viaggio[12], ma anche di poter richiamare
                                                      con immediatezza in ogni momento i dati pertinenti
                 tradizionale dei flussi di           ciascuna  di  queste  stesse  risorse  (per  esempio,
                 materiali e di informazioni          documenti doganali, permessi e bolle, distinte, cer-
                                                      tificazioni e dichiarazioni di conformità, marcature,
                                                      manualistica, istruzioni operative e di montaggio
            Questa  diversa  sensibilità  pone  l’accento  sull’or-  ecc.) abbandonando la canonica - ma inefficace -
            ganizzazione della progettazione in modo da poter   distinzione tra riferimenti “amministrativi”, “burocra-
            garantire, per esempio:                   tici”, “tecnici” ecc.
            •  un  coerente  ricorso  alla  modularizzazione  dei   In  questo,  la  tendenza  rilevata  già  nel  2021  dal
               sistemi  più  articolati,  scomponendoli  in  unità   Politecnico di Milano, appare molto promettente,
               più compatte, autonome e gestibili (come skid   essendo  almeno  275  i  progetti  di  Logistica  4.0
               e  package  industriali)  da  cui  far  derivare  una   che gli operatori nazionali presi in analisi hanno già
               positiva ricaduta sulla razionalizzazione delle   portato  a  compimento  (o  stanno  ultimando):  tra
               soluzioni tecniche adottate;           questi, il 35% ha per oggetto la fase di trasporto,
            •  la standardizzazione degli aspetti dimensiona-  con un focus particolare rivolto all’integrazione dei
               li delle componenti pre-fabbricate[8], tenendo   diversi attori della filiera, mentre il 65% riguarda in-
               conto  non solo  dei vincoli  posti dalla  gamma   vece il magazzino e si concentra sull’automazione
               esistente di vettori nazionali disponibili per la   di processo. In tutti i casi, la progettazione ha un
               presa in carico franco fabbrica, ma anche delle   ruolo cruciale nel definire priorità e metodi riferi-
               difformità tra standard esistenti nelle aree geo-  ti, innanzitutto, agli strumenti migliori per attuare
               grafiche di destinazione[9] per preservare il pie-  la strategia aziendale, conciliando le aspettative
               no requisito di intermodalità;         del mercato con la compatibilità rispetto ai sistemi
            •  l’affinamento e il progressivo allineamento degli   pre-esistenti.



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